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Basi delle tecniche di memoria: il Link Method (P.A.V.)

Il link method è una tecnica di memoria semplice da imparare, da applicare e che può dare una mano in moltissime situazioni.

Su di essa si basano molte altre tecniche, specialmente quelle più avanzate e potenti (come il palazzo della memoria e la conversione fonetica).
Oggi sono qui per spiegarti come funziona e mostrarti come usarla.

Principio

La tecnica consiste nel trasformare le informazioni in immagini e nell’associarle tra loro creando delle “storie”. Il link method può essere infatti paragonato alla creazione di una catena, in cui ogni anello si lega al successivo.

Nella creazione di questa catena di immagini è importante seguire una regola chiamata regola del P.A.V.

P.A.V. è un acronimo che sta per Paradosso, Azione, Vivido. Vediamo meglio cosa significa.

Link method

Regola del P.A.V.

Paradosso: le storie che creiamo devono essere paradossali, non qualcosa di banale o che ci capita di vedere tutti i giorni altrimenti non sarà ugualmente efficace. Tira fuori tutta la tua fantasia e la tua creatività per connettere ogni dato al successivo.

Azione: aggiungiamo movimento alla storia, la staticità annoia la nostra memoria.

Vivido: la storia dovrà essere visualizzata e dovrà essere visualizzata nel modo più vivido possibile, come se stessimo vivendo un sogno ad occhi aperti. Facciamoci coinvolgere il più possibile immaginando che quelle cose stiano accadendo per davvero.

Come vedi quello che si fa è creare qualcosa che abbia le caratteristiche di un ricordo che rimane facilmente impresso.

Nello scorso articolo (eccolo qui) abbiamo visto che ciò che piace alla nostra memoria, e ciò su cui si basano le mnemotecniche, sono la visualizzazione (trasformiamo infatti le informazioni in immagini), l’associazione (leghiamo ogni immagine alla successiva) e l’emotività (con la regola del P.A.V. creiamo qualcosa di molto particolare che difficilmente verrà ignorato dalla nostra memoria).

Ora che abbiamo visto le regole passiamo alla pratica. Il modo migliore per farti capire come funziona questa tecnica è farti degli esempi.

Esempio 1

Ho scelto di usare gli elementi della tavola periodica.

tavola periodica

Ecco il primo gruppo: idrogeno, litio, sodio, potassio, rubidio, cesio, francio.

Ognuno di essi dovrà diventare un’immagine e ogni immagine dovrà essere associata alla successiva.

Idrogeno mi fa venire in mente un idrante, quello che si trova per strada e viene usato dai pompieri. L’idrante sarà la nostra prima immagine. Dopo abbiamo il litio per il quale posso usare l’immagine di una batteria al litio.

Adesso dobbiamo unire l’immagine dell’idrante a quella della batteria al litio. Posso immaginare di girare la manopola dell’idrante dalla quale, improvvisamente, invece che l’acqua, schizza fuori la nostra batteria.

Questa batteria volando finisce per colpire un uovo sodo (il terzo elemento, infatti, è il sodio).

Dopo abbiamo il potassio; per ricordare questo elemento posso usare l’immagine di una banana essendo un cibo ricco di potassio. Proseguo la mia storia immaginando che l’uovo sodo appena colpito si rompa e che da esso esca fuori una banana.

Immagina anche il rumore della rottura dell’uovo e simula un certo stupore nel vedere che all’interno dell’uovo ci sia una banana. Aggiungere dettagli di questo tipo rafforza ulteriormente il ricordo.

Proseguendo abbiamo il rubidio; lo trasformo nell’immagine di un ladro che ruba. Proseguo allora la mia storia immaginando che la banana venga rubata da questo ladro.

Gli ultimi due elementi sono il cesio per il quale uso l’immagine di un paio di cesoie e il francio per il quale uso l’immagine di una baguette, perché mi fa venire in mente la Francia e quindi l’elemento francio.

Completo quindi la storia immaginando che il ladro prenda le cesoie e cominci a tagliare la baguette.

Conviene?

Ecco qui la nostra storia, grazie alla quale ci ricorderemo il primo gruppo della tavola periodica… ma già ti sento! Conviene fare tutto questo lavoro? Non faccio prima a ricordarmi gli elementi così come sono?

Conviene fare tutto questo lavoro anche se apparentemente lungo e complesso e i motivi sono tre.

Vantaggi

Il primo è la qualità del ricordo. Se avessimo semplicemente letto e ripetuto gli elementi questi sarebbero rimasti nella nostra memoria per poco tempo; sarebbe bastato poco per dimenticarli. Trasformandoli invece in una storia come quella che abbiamo appena visto il ricordo sarà molto più solido e duraturo.

Il secondo motivo è la quantità. In questo caso i dati da ricordare erano veramente pochi, sono d’accordo, e non sarebbe stato un problema ricordarli con la nostra memoria naturale. Ma se fossero stati molti di più? Se avessimo voluto memorizzare l’intera tavola periodica? Non sarebbe stato per niente facile farlo con la semplice memoria naturale.

Maggiori saranno i dati da ricordare maggiore sarà il vantaggio nell’usare le tecniche. Al contrario se non si usano le tecniche, nel momento in cui dobbiamo ricordare tante informazioni, queste andranno a formare confusione nella nostra memoria e molte di esse si perderanno.

Con le tecniche non solo riusciremo a ricordare di più ma riusciremo anche a creare ordine nella nostra mente (lo vedremo ancora meglio con il palazzo della memoria di cui parlerò nel prossimo articolo).

Il terzo motivo è la velocità: con le tecniche, l’efficienza che possiamo raggiungere nel ricordare qualcosa è nettamente superiore alle nostre aspettative. Con l’allenamento, infatti, la creazione di storie sarà sempre più rapida e il guadagno di tempo che ne segue sarà notevole, soprattutto se confrontato con il leggi e ripeti.

Esempio 2

Facciamo un altro esempio. Questa è la lista dei 10 stati più popolosi in ordine decrescente: Cina, India, USA, Indonesia, Pakistan, Brasile, Nigeria, Bangladesh, Russia, Messico

stati più popolosi

Come prima quello che faremo è trasformare ogni stato in qualcosa che sia facilmente visualizzabile per poi legare le immagini tra loro tramite la creazione di una storia paradossale, ricca di azione e da visualizzare in modo vivido.

Immagina di essere ad un tavolo con un gruppo di amici; state facendo un brindisi ed esclamate quindi “cin cin!” (Cina) sbattendo i bicchieri. Li sbattete però troppo violentemente, questi si rompono e le schegge colpiscono Indiana Jones (India) che rimane ferito.

Per vendicarsi prende allora la pistola e comincia a sparare ma al posto dei proiettili escono fuori degli hamburger (immagine per ricordare gli Stati Uniti).

Gli hamburger finiscono per colpire un’indicazione stradale (Indonesia) che per l’impatto cade e schiaccia un pacco (Pakistan). Dall’interno di questo pacco vediamo scappare tantissimi pesci e ne notiamo uno in particolare perché ha delle branchie enormi (Brasile).

Dalle branchie esce fuori un ninja (Nigeria); i ninja non sono soliti usare armi da fuoco ma questo tira fuori invece un fucile e comincia a sparare: Bang (Bangladesh)!

Ad essere colpito è Vladimir Putin (Russia) che però non se ne preoccupa e comincia a mangiare dei Tacos (Messico).

Storie personali

Le storie e le associazioni da me create, così come le immagini che ho scelto di usare, non saranno altrettanto efficaci per te. Dobbiamo essere noi stessi a crearle per fare in modo che funzionino veramente perché lo sforzo creativo fatto nella creazione della storia e la scelta di immagini personali e particolarmente efficaci per noi faranno la vera differenza.

Direzionalità

È anche molto importante mantenere una precisa direzionalità all’interno della storia: ogni immagine deve agire in qualche modo sulla successiva seguendo il loro ordine. Il che significa che ogni immagine si interfaccerà solo con la precedente e con la successiva, non con le altre.

Indiana Jones all’interno della nostra storia si interfaccerà direttamente solo con ciò che viene prima (i bicchieri che fanno cin cin) e ciò che viene dopo (gli hamburger), non con tutto il resto.

Esattamente come avviene in una catena in cui ogni anello è legato solo al precedente e al successivo. Non seguire questa regola può portare a creare confusione e a invertire l’ordine delle informazioni.

Applicazioni

Per farti questi esempi ho usato delle liste di informazioni ma attenzione: l’uso del link method non è limitato alle sole liste. La tecnica può essere infatti applicata in moltissimi contesti.

Ti faccio un esempio: mettiamo caso tu stia studiando la Prima guerra mondiale, la quale è composta da un lungo susseguirsi di eventi. Quello che puoi fare è stilare una lista di tutti questi eventi, nel loro ordine, per poi applicare il link method andando a creare un’immagine (o una serie di immagini) per ognuno di essi.

Altro esempio ancora: mettiamo caso che tu debba tenere un discorso. Il discorso sarà composto da una serie di punti su cui hai intenzione di discutere e soffermarti.

Non essendo necessario memorizzare l’intero discorso parola per parola (a meno che non si tratti di un copione) quello che puoi fare, anche qui, è definire una lista ordinata di punti, la scaletta del discorso insomma, per poi applicare il link method e ricordarla con facilità.

La stessa cosa vale per tanto altro: una serie di step di un processo, i sintomi di una malattia, le caratteristiche di un prodotto, le condizioni in cui si verifica un determinato evento… le applicazioni sono ovunque insomma.

Nel nostro videocorso “Mnemonica l’arte di ricordare” approfondiamo ogni aspetto dell’applicazione delle tecniche alle diverse situazioni, materie e necessità ad un livello mai visto prima, con spiegazioni che coprono ogni dettaglio e soprattutto tanti esempi pratici e casi studio per i diversi argomenti. Se vuoi fare il salto di qualità nell’apprendimento delle tecniche di memoria, Mnemonica è il posto giusto.
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Memoria e comprensione

Attenzione però! Questo non significa che dobbiamo memorizzare indistintamente tutto quanto. Le tecniche vanno usate solo per le informazioni più complesse e per ciò che non riusciamo a ricordare tramite la sola comprensione.

È quindi fondamentale memorizzare dopo aver compreso, non prima. Altrimenti, se usiamo le tecniche per tutto, finiamo col perdere tempo invece che col guadagnarlo, rischiando anche di diventare dei cosiddetti “pappagalli”.

Prova tu!

Adesso invito te a provare ad usare il link method.

È fondamentale mettere in pratica le tecniche. Solo così si potranno imparare davvero e si potrà diventare veloci.
Inoltre, come dicevo all’inizio, questa tecnica funge da base per molte altre ed è quindi fondamentale padroneggiarla.

Ecco delle liste di parole casuali di grandezza crescente; prova a memorizzarle (una alla volta) usando il link method per poi riscriverle senza guardare:

  • (8 parole): lampada, tappo, coperta, amore, elastico, tastiera, artificiale, orologio
  • (10 parole): maniglia, caffè, nemico, collegamento, polpo, cassa, giacca, superiore, bandana, colonna
  • (14 parole): telecomando, tavolo, parrucca, ciondolo, difficile, lavagna, aperitivo, fattura, giudice, nebbia, cartone, mouse, righello, professore

Buon lavoro!

Questo è tutto per oggi, sperò di esserti stato utile.

A presto,
Andrea

le tecniche di memoria

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  1. Ciao Andrea, questi articoli devo dire sono davvero interessanti e leggendoli deduco che è proprio vero che chiunque può utilizzare le tecniche di memoria. Io ad ogni modo già quando Marcello Ascani le aveva spiegate da quel video avevo iniziato ad allenarmi (solo però per 15 minuti al giorno e non per un’ora per mancanza di tempo😅😂). Ad ogni modo mi hai fatto rivenire la voglia di allenarmi e spero di ritrovare il tempo. Sei grande davvero😘😘😘

    1. Ciao Angelica, mi fa molto piacere! E grazie per i complimenti!

  2. Ciao Andrea
    Mi chiamo Ciro ho 16 anni e sono di Napoli.
    Sei un idolo e io vorrei tanto diventare più bravo di te…Sono molto motivato.Ho già imparato ad applicare qualche tecnica però non so come progredire,potresti darmi qualche consiglio?

    1. Ciao Ciro, è un piacere leggere questo commento! Ieri è uscito un nuovo articolo, sul palazzo della memoria, ti consiglio di leggerlo se vuoi progredire. A presto!

  3. Ciao Andre
    Mi chiamo Ciro,ho 16 anni e sono di Napoli.
    Sei un idolo e vorrei diventare più bravo di te…Quando ti guardo nei video mi motivi molto tant’è che ho cominciato a praticare tecniche di memoria anche se a sono a livelli mediocri e non riesco a progredire.Potresti darmi qualche consiglio?

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  6. Ciao Andrea, mi chiamo Andrea e ti faccio i complimenti per la chiarezza con cui esponi nel tuo blog ho applicato per la prima volta il link method con gli esercizi che hai proposto e sono stato impressionato dalla velocità con cui ho memorizzato e ricordato dopo un’ora che stavo correndo, mi sembrava molto difficile ma in realtà l’ho trovato più semplice e soprattutto divertente! Bravo, continua così!